DIVAGAZIONI SCULTOREE

SPAZIO ECONTEMPORAY

31 GENNAI0 – 6 MARZO 2014

Stefano Graziano – Luigi Merola – Paolo Polenghi – Andrea Princivalli

Divagazioni Scultoree è la nuova mostra allestita presso lo spazio espositivo EContemporary di Trieste.

Quattro artisti promossi dalla galleria: Stefano Graziano, Luigi Merola, Paolo Polenghi e Andrea Princivalli intrecciano tra di loro il proprio percorso artistico quasi a creare un dialogo silenzioso delle loro anime creative attraverso le opere esposte

Quattro filosofie contemporanee a confronto, grazie a tecniche scultoree diverse, parlano al pubblico di mondi lontani ed evocativi, ma con un occhio attento alla modernità.

Merola, Graziano e Princivalli creano le loro sculture dal gusto post industriale riutilizzando gli scarti del vivere quotidiano mentre Paolo Polenghi si contrappone a loro con opere di stile più classico e l’utilizzo di materiali quali il bronzo e legno che animano le sue figure femminili dal fascino enigmatico e sensuale.

Stefano Graziano (Carrara): scultore del marmo carrarese conosciuto a livello nazionale opera una rilettura del mondo classico attraverso l’utilizzo di materiali rigenerati e reinvestiti di nuova definizione artistica grazie all’utilizzo di materiali quali la resina e la cartapesta. 

Luigi Merola (Trieste): definito dalla critica Maria Campitelli un pitto-scultore ha quale caratteristica quella di utilizzare materiale di recupero industriale che grazie ad una personalissima formula di assemblaggio rigenera in imprevedibili installazioni.

Paolo Polenghi (Trieste): è impegnato nella modellazione più classicheggiante del bronzo o del legno con la tecnica dell’intaglio con motosega. La sua peculiarità é di creare donne dalle forme longilinee e sinuose, evocative di una donna sensuale, ma fiera del proprio corpo e della propria anima.

Andrea Princivalli (Oderzo): si esprime attraverso delle sculture lavorate con materiale rigenerato e rinato dalla casualità del fuoco e cristallizzato con l’acqua. La sua scultura figurativa è molto interessante anche nel messaggio che vuole esplicitare attraverso un Icaro che sfida i propri limiti, simboleggiando la realizzazione del sé e la necessità di agire senza paura, perché chi non osa ha già fallito.