Nanni Spano: nato a Sassari nel 1961

Artista sardo, ma triestino d’adozione artisticamente parlando non esce molto spesso “allo scoperto” in quanto alla sua attività artistica predilige anteporre quella di curatore di eventi artistici e culturali per l’Associazione Culturale Daydreaming Project di cui è fondatore e presidente. Inoltre è il  creatore della  la rivista web d’arte visuale Daydreaming Magazine di cui ora cura anche la pubblicazione cartacea.

Il lavoro di Spano nasce principalmente dalla fotografia per poi focalizzarsi sulla grafica digitale e  nella sua ricerca come artista digitale ha prodotto alcune serie di opere come Saturazione e Sintesi, Tarocchi perduti, Corpo digitale, In scena e Frammenti. Oltre alla sua attività di fotografo e grafico ha realizzato numerosi video e reportage di spettacoli teatrali.

L’artista è stato definito dalla curatrice di Studio Tommaseo   Giuliana Carbi  un costruttore di stratificazioni in quanto  la sua caratteristica è di partire da uno scatto fotografico per poi rielaborarlo aggiungendo o annullando la materia quasi a simboleggiare  la vita nella sua pienezza e nella sua eterna fragilità e intangibilità.


Nanni Spano

He comes from Sardinia and now lives in Trieste. Artistically speaking, he does not come out very often because he prefers his activity as curator of artistic exhibitions and cultural events for the Daydreaming Project Association, of which he is one of the founders. He is also the creator of the Visual art web magazine, Daydreaming Magazine. Spano started working as a photographer and then focused on digital graphics. As a digital artist he has produced several series of works such as Saturation and Synthesis, Lost Tarot, Digital Body, Staging and Fragments. In addition to his work as a photographer and graphic designer he has produced numerous videos and theatre reportages. This artist has been defined by the curator of Studio Tommaseo Giuliana Carbi as a manufacturer of layers because his characteristic is to start from a photograph and then rework it by adding or removing material, and thus symbolize life in its fullness and in its eternal fragility and intangibility.