DAVID POMPILI 1970

L’opera di David Pompili Davil è infiammabile, non perché realizzata da materiali quali carta e cartone, ma perché totalmente pregna di combustibile sociale. La sua firma sulle tele, il suo marchio di fabbrica, è proprio il simbolo convenzionale di “pericolo infiammabilità”. Le scritte e le immagini assemblate con il collage sono estrapolazioni delle realtà sociali e commerciali più note: loghi aziendali, marchi, scritte rubate alla segnaletica internazionale…una serie varia di citazioni dal vasto mondo dell’immagine e della sua diffusione mediatica. Questo contesto fa da sfondo alle facce, volti dipinti di bambini urlanti, sguardi tristi e pacati, un universo di soggetti impotenti a cui rimane solo la forza di disperarsi per la propria condizione drammatica le cui cause ristagnano nei colori e nello sfarzo della società contemporanea. Gli sgocciolamenti di colore sui manifesti incollati sembrano lacrime che colano sui simboli di una società insensibile. Pompili porta la protesta della Street Art sulla tela elaborandola in un’unica immagine sintetica.

Nel lavoro di David Pompili ha un ruolo importante la celebrazione iconica di alcuni personaggi significativi del mondo dell’arte, della musica e del cinema. I visi famosi abbinati a parole ugualmente emblematiche compongono il messaggio finale che va decifrato come un rebus. Facce note di un recente passato che emergono dagli strappi dei manifesti e dalle sagome dei cartoni per venire in soccorso e rinnovare il loro contributo culturale e sociale. In alcuni casi vengono in aiuto dello spirito, quando i volti noti sono talvolta volti sacri che coabitano l’opera e si contendono lo spazio con quanto diversamente da loro è dissacrante nei confronti della vita. Come una lotta continua tra angeli e diavoli del nostro tempo, diavoli col sorriso e angeli tristi che cercano di riconquistare il maltolto.