Sabato 30 ottobre 2010 alle ore 18.30 presso la Dada Gallery di Foligno
si inaugura la mostra personale

IO DI IO
dell’artista
LUIGI MEROLA

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Merola si può definire un artista che percorre, con stile, le strade della recycle art cioè di coloro che
sanno trasformare oggetti del quotidiano, del passato o semplicemente cose che non reputiamo più
utili in opere d’arte ed installazioni uniche nel loro genere.
E’ stato definito, ma anche lui stesso si auto definisce, un pitto-scultore, ma a me piace immaginarlo
come un mago trasformista che con fantasia, ma soprattutto eleganza, trasforma per es. delle semplici
scatole di scarpe in un’opera d’arte che grazie ad un saggio equilibrio di colori riproducono l’alba e il
tramonto. Oppure cosa pensare di un’ opera in cui troviamo delle vecchie forme di scarpe che
prendono vita grazie al cromatico arcobaleno di fili colorati da cui sono avvolte o ancora delle vecchie
tinozze che appiattite e sofferenti lanciano un soffio di speranza con lo sbocciare di fiori colorati?
Per non parlare del recupero di putrelle, ferri, latte, reti metalliche, vecchi infissi, macchine da scrivere
o maschere protettive da saldatore che come per incanto diventano sculture ed installazioni di gusto
post moderno.
La peculiarità di Merola è quella di giocare non solo con la materia prima che recupera con occhio
attento nei modi più disparati, ma soprattutto nella trasformazione di essa grazie ai pigmenti
(soprattutto i rossi) che mescolati con elementi naturali quali la terra, cere, tessuti, fili da cucito prende
nuova dignità e si trasforma in vera e propria opera d'arte.
A volte l'autore si spinge verso opere dal contenuto sociale dove aleggia -sempre con eleganza e garboqualche
accenno di denuncia arricchendo le “pitto-sculture” con frasi celebri o simbologie che si fanno
strada tra ferraglia e “nuvole” dai colori accesi.
Come scritto in una critica di Walter Specogna “Merola crea un suo personale dialogo dato dalla fusione
tra materia e colore originando passioni, tensioni, irrazionalità e sensualità”.
Il critico d'arte Maria Campitelli, invece, descrive il suo stile come la risultanza “dell'attrazione verso ciò
che è stato, verso i residui di vitalità e routine esistenziale che rimangono imprigionati nei manufatti
degenerati col tempo e l'abbandono; echi di vissuti imprigionati nei reperti che riacquistano nuova vita
con l'accostamento di cromie intense, come il rosso prediletto spesso in accordo con il grigio del
piombo”.
Questa originale mostra rimarrà allestita presso il nuovo spazio espositivo folignate Dada Gallery sino
al 28 novembre 2010.
Elena Cantori e Dante Paci
Curatori della mostra
DADA Gallery Via F, Benaducci, 15-Foligno