“ATTESA – Emozione e materia nelle pieghe del tempo”

3 maggio – 30 giugno 2019  

 

Venerdì 3 maggio 2019 alle ore 18.30 si inaugura presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno la mostra di scultura contemporanea “ATTESA – Emozione e materia nelle pieghe del tempo” a cura di Giada Caliendo ed Elena Cantori in collaborazione con l’Associazione “Made in Salerno”.

La determinazione d’essere della scultura si contrappone alla caducità del tempo, alla sua inevitabile precarietà. L’immanenza è la sua essenza primaria, immanenza espressa in materia, in concretezza formale, in tangibile dichiarazione di plasticità estetica.

“ATTESA – Emozione e materia nelle pieghe del tempo” è una mostra che volge lo sguardo alla contemporaneità attraverso la rilevante esperienza di un gruppo di artisti, legati alla galleria EContemporary di Trieste, che si confronta con l’evoluzione della forma e il vigore dell’ispirazione. L’indagine è volta alle molteplici direzioni di linguaggio che oggi la scultura ha con la materia: in alcune opere si legge il riferimento a modelli tradizionali, a forme definite ed armoniose, in altre la necessità di ricorrere all’assemblaggio in cui l’unione di elementi differenti diventa forza da cui scaturiscono totem, figure alate e composizioni di libri e volumi dimenticati. Altri lavori esprimono la volontà creativa di un racconto lirico attraverso la corporeità del crudo cemento, del ferro o della plastica. Seduce la terracotta nella sua pienezza generatrice, nell’impronta tattile del suo mutare, nel corpo grezzo del suo colore naturale.  “ATTESA”  non attende al rigore di un geometrismo formale, ma piuttosto alla ricerca di una poetica in cui lo scultore crea, attraverso la concretezza materica, una visione oggettiva di un’intuizione intima e personalissima. Le opere dialogano con lo spazio circostante e lo trasformano, narrano dell’uomo e dei suoi desideri, delle sue aspirazioni; sono di ferro, terracotta, bronzo, legno, marmo, papier maché e di tutti gli elementi necessari a costruire il sogno del possibile. Brama e presenza tengono il passo, mediante il rapporto con la luce, con il pulsare della vita, con il battito palpitante dell’esistenza. Non c’è casualità nella scultura: i riferimenti volumetrici, l’intimo rapporto tra interno ed esterno, la selezione compositiva sono tutti atti ad un moto dell’animo, in quanto “l’opera d’arte – come diceva Manzù – scaturisce unicamente e solo da un moto d’amore.” (Giada Caliendo)

Porteranno i saluti istituzionali il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese, il Consigliere Provinciale alla Cultura, Beni Culturali e Turismo Paky Memoli  e il Dirigente del Settore Musei, Biblioteche e Pinacoteche della Provincia di Salerno Ciro Castaldo. 

Il progetto grafico è stato realizzato da Massimiliano Schiozzi (Comunicarte, Trieste)

Hanno inoltre contribuito all’evento le seguenti ditte salernitane: l’Agenzia Ruocco Immobiliare, il birrificio Casa dei Pazzi e l’Hotel Bruman.

ARTISTI:

MAURO CORBANI

Mauro Corbani è un artista che vede il viaggio come una possibilità di ricerca continua, come

desiderio ed esigenza di contaminazione con le più svariate culture, dall’occidente all’estremo oriente; ciò permette al suo lavoro di nascere, di vivere e di esprimersi. Le opere realizzate durante e dopo i suoi viaggi in terre lontane sono sculture assemblate e saldate con materiali ferrosi assieme a legni, pietre, sabbie diverse e smalti resistenti alle intemperie climatiche. Gli elementi impiegati nella realizzazione di tali opere provengono dalle vecchie miniere abbandonate del nostro territorio, questi, recuperati e messi in relazione ad altri materiali portati da paesi lontani danno vita ad eroi, totem e divinità arcaiche.

SABINA FEROCI

Sabina Feroci è un’artista diplomata all’Art College University of Ulster (Irlanda) con specializzazione in illustrazione. Il lungo percorso da illustratrice per l’editoria, con lo scorrere degli anni, la porta a dare ai suoi personaggi fantastici una concretezza tridimensionale creando delle opere scultoree del tutto innovative soprattutto per il materiale usato: la cartapesta. Dalla grafica alla concretezza materica, seppur nella delicatezza della carta “trattata,” l’artista trascina il pubblico verso un mondo che se da una parte sembra irreale dall’altro di fatto mette in luce espressività interiore. Volti e figure nascono da un’attenta osservazione del comportamento e del sentimento umano quasi ad affermare che ogni momento della vita vale la pena di essere fissato con distacco e sottile ironia. 

SELENE FROSINI

Selene Frosini ha frequentato il Liceo Artistico Artemisia Gentileschi di Carrara e si è diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2012. Il suo lavoro di scultrice del marmo è ispirato da forme organiche e biomorfe tratte dagli elementi naturali ma non solo. Il blocco,qualsiasi siano le sue dimensioni, diventa mondo da esplorare, da scoprire, riflesso di un universo interiore che si muove e si rigenera continuamente attraverso emozioni, sentimenti e legami.

LUIGI MEROLA

Luigi Merola è un artista che percorre, con lo stile che lo contraddistingue, il concetto dell’arte povera e della recycle art cioè di coloro che sanno trasformare oggetti del quotidiano, del passato o semplicemente elementi non più utili in opere d’arte ed installazioni complesse ed interessanti. La peculiarità di Merola è quella di giocare non solo con la materia prima che recupera con occhio attento nei modi più disparati, ma soprattutto la trasformazione di essa grazie ai pigmenti (soprattutto i rossi) che mescolati con elementi naturali quali la terra, le cere, i tessuti, i fili da cucito assume nuova dignità e si trasforma in vera e propria opera d’arte.

DEBORAH NAPOLITANO

Deborah Napolitano laureata in architettura presso l’università di Napoli, nel 2000 si trasferisce a Milano per qualche anno. Dopo il master in design alla Domus Academy intraprende il percorso di architetto di interni sia per privati che per spazi commerciali nel settore del lusso e della moda. Tornata a Salerno, si dedica a tempo pieno alla ceramica e alla scultura con l’utilizzo di materiali ferrosi prestando parallelamente attenzione alla continuità della tradizione ed alla ricerca di una espressività innovativa ed intimista. Le sue forme si ispirano all’essenzialità rigorosa della forma e

della decorazione senza cedimenti. L’incessante e proficuo sperimentalismo la colloca a pieno titolo nella cerchia delle eccellenze dell’arte contemporanea.

ALICE PALTRINIERI

Alice Paltrinieri si è laureata nel 2011 in scenografia presso l’Accademia di belle arti di Roma. Nel primo periodo della sua carriera ha lavorato come scenografa e poi come assistente di alcuni noti maestri dell’arte contemporanea. Da artista eclettica qual è si esprime attraverso varie tecniche come la fotografia, la pittura e le installazioni denominate “Cementi”. Proprio attraverso il lavoro con il cemento esprime la consapevolezza del confronto diretto con la realtà e la contemporaneità dell’arte. È stata definita dalla rivista Exibart una delle artiste più promettenti dell’arte contemporanea italiana. Vincitrice nel 2015 del concorso internazionale Artefatto e nel 2016 vincitrice del premio SetUp 2017 come miglior artista under 35.

GIOVANNI PANIZON

Giovanni Panizon si è laureato in architettura a Venezia, è specializzato principalmente nel campo dell’allestimento museale e in tutte le attività progettuali che questo comporta, dal concept, alla grafica, all’ideazione di installazioni, ma le sue passioni da sempre sono il design e la scultura. Le sue sculture danno vita ad un microcosmo di terracotte e rimandano ad un primitivismo estetico in cui l’ironia, utilizzata nella scelta dei titoli, bilancia, in una ricerca di equilibrio formale, la melanconia dei volti e degli sguardi resi tali dalla costante impronta degli occhi inarcati verso il basso. Le sue opere narrano di relazioni tra uomo e donna, tra individui e società attraverso la rappresentazione della natura, del lavoro e della storia.

PAOLO POLENGHI

Paolo Polenghi si è laureato in architettura a Venezia, nel 2005 intraprende un percorso artistico più strutturato e complesso: inizialmente con la modellazione della creta assieme allo scultore e ceramista Franco Sala, successivamente, nel 2007 passa alle fusioni in bronzo. Nel 2009 inizia a seguire i corsi dei grandi maestri gardenesi sapienti incisori delle essenze lignee. Il suo studio sulla figura femminile si affina e il racconto diviene maggiormente veritiero nella rappresentazione di una donna dalle forme longilinee e sinuose, fiera del proprio corpo e della propria anima.

ANDREA PRINCIVALLI

Andrea Princivalli si è formato al Liceo Artistico di Treviso e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, opera abitualmente come illustratore e ideatore di video d’animazione e cartone animati. Il suo percorso artistico riprende poi la tridimensionalità attraverso una serie di sculture lavorate con materiale rigenerato e rinato dalla casualità del fuoco, in questo modo produce a una serie di figure evocative, tra il Classico e il Pop. Le sculture sono modellate con la fiamma e cristallizzate nella forma eletta nell’attimo in cui risorgono ad un nuova vita. Figure mitologiche realizzate grazie a una sapiente e sperimentale fusione di materiali di scarto quali ferro, alluminio, plastica, resina e cere.

ANDY PRISNEY

Andy Prisney è uno pseudonimo dietro il quale si “maschera” un’artista molto noto che ama provocare il suo pubblico attraverso delle grafiche digitali che, grazie ad un gioco di linee a volte sinuose e altre squadrate ed al contributo di colori pieni e decisi, racconta spaccati di vita, umori e amori, riflessioni sociali e culturali. Nel corso di questi ultimi anni le sue amate grafiche digitali hanno preso una forma tridimensionale attraverso delle piccole sculture le cui linee descrittive sono definite da materiali ferrosi o dall’uso del vetro di Murano.

LELLO RONCA

Lello Ronca è un artista salernitano che fa della sperimentazione la sua più intima vocazione. Si può definire parallelamente scultore, designer, ceramista, performer, ebanista e restauratore. Negli ultimi anni la sua ricerca si orienta verso plastiche specchianti che vengono lavorate dal fuoco che però non è mai a diretto contatto. L’artista percepisce il momento esatto in cui l’elemento raggiunge il giusto livello di fluidità per essere modificato e grazie alla forza delle mani e del corpo declina la materia in astrazione formale che prende forza dalla luce. Le opere non sono vincolate alla “gravità” dell’acciaio ma vivono nella leggerezza della plastica sapientemente sagomata con rientranze, spessori, tensioni; le forme complesse, mai uguali, un po’ come la metafora della vita, rappresentano la sperimentazione nella sua inesauribile varietà.